Tumore al seno, quand’è che è troppo tardi per curare?

Tumore al seno, quand’è che è troppo tardi? Continua con la lettura dell’articolo per scoprirlo!
Grazie ai trattamenti diagnostici moderni è possibile individuare i tumori al seno ad uno stadio precoce e quindi diagnosticarli in una fase iniziale della malattia, in modo tale da aumentare le possibilità di riuscita del trattamento.
Utilizzando procedure specifiche è possibile scoprire importanti caratteristiche del tumore, e quindi consentire un intervento mirato per la cura del tumore del seno.
Cos'è il tumore del seno?
Il tumore del seno è senza nessun dubbio la forma tumorale più diffusa tra la popolazione di sesso femminile.
Questa tipologia di tumore può in rari casi ( meno dell’1%) colpire anche gli uomini, tuttavia è un’incidenza molto rara.
Grazie a delle procedure diagnostiche moderne all’avanguardia è possibile intervenire subito durante le fasi iniziali della malattia, consentendo così un tasso di sopravvivenza molto più elevato.
Come è strutturato il seno?
Il seno di una donna è formato prevalentemente da tessuto adiposo e connettivo. All’interno del seno troviamo il tessuto ghiandolare che ha la funzione di secernere il latte.
Il tessuto ghiandolare è costituito da molti lobi ghiandolari e dotti galattofori, mediante cui il latte arriva al capezzolo.
All’interno del tessuto mammario sono presenti un reticolo di vasi sanguigni e vasi linfatici che sfociano nei linfonodi ascellari.
Tipi di tumore al seno
Il tumore al seno è una patologia nota anche con il nome di carcinoma mammario.
Il cancro al seno può dipendere dalle cellule presenti nei dotti galattofori ( carcinoma mammario duttale) o dipendere dalle cellule dei lobuli ghiandolari (carcinoma mammario lobulare).
La stragrande maggioranza dei casi di cancro al seno è da imputare ad una crescita incontrollata delle cellule presenti nei dotti galattofori.
Il carcinoma mammario può essere di natura invasiva o non invasiva.
Il cancro al seno invasivo dipende dal fatto che le cellule tumorali sono già entrate nei tessuti, mentre nella tipologia non invasiva la massa tumorale mammaria ha dei limiti ben circoscritti, dato che non si è estesa ai tessuti limitrofi.
Nei casi di tumore al seno non invasivi le cellule degenerate possono rimanere delimitate per moltissimi anni senza causare nessun aumento di dimensioni.
Di conseguenza questo carcinoma mammario che ha origine nel dotto galattoforo non è proprio un cancro al seno, bensì una forma iniziale.
In ambito medico è noto con il nome di carcinoma duttale in situ. In alcuni casi può capitare che il carcinoma duttale in situ si trasformi in un carcinoma duttale invasivo dopo parecchi anni.
Una massa tumorale al seno che rimane delimitato alla mammella, o che “invade” solo pochi linfonodi limitrofi viene definito in ambito medico come ” tumore al seno in fase iniziale“. Il cancro al seno che si trova in questo stadio può essere curato ed ha un indice di sopravvivenza molto elevato.
Un tumore al seno che si è diffuso nei tessuti circostanti, raggiungendo alcuni linfonodi prende il nome di seno localmente avanzato.
Sebbene la guarigione in questo caso sia più difficile da raggiungere, rispetto al tumore al seno in fase iniziale, se trattato adeguatamente può guarire.
Se invece si sono formati masse tumorali secondarie, note anche con il nome di metastasi, al di fuori del seno, allora si definisce questa condizione, come tumore al seno metastatizzato.
Purtroppo, in queste fasi, la patologia non è più considerata curabile.
In questo caso i trattamenti hanno l’unico scopo di ridurre i sintomi, rallentare la crescita cancerosa e garantire alla persona una qualità di vita soddisfacente.

Quali sono i fattori di rischio per il tumore al seno?
Ad oggi non si conoscono con esattezza le cause responsabili del carcinoma mammario, tuttavia ci sono alcuni fattori che possono favorire la formazione di cellule cancerose.
Cambiando il nostro stile di vita è possibile migliorare radicalmente la nostra condizione.
Questi fattori sono:
- Fumo di sigaretta, alcol e droghe
- Alimentazione malsana ( bibite gassate, carne rossa, cibi industriali ecc.. e sovrappeso
- Diabete mellito (tipo 2)
- Fattori esterni, come ad esempio radiazioni o esposizione a sostanze tossiche
- Eccessiva sedentarietà
- Stress eccessivo
- Carenza di uno o più nutrienti, in particolare la vitamina D
- Predisposizione genetica
- Invecchiamento
- Trattamento con terapia ormonale sostitutiva dopo la menopausa
- Diabete mellito (tipo 1)
- Predisposizione genetica (ad es. mutazione genetica del gene BRCA)
Come ha origine il cancro al seno?
Ogni giorno nel corpo avvengono numerose divisioni cellulari, e purtroppo assieme ad essi avvengono anche molti errori ( uno stile di vita sbagliato contribuisce ad aumentare il numero di questi errori, quindi è di fondamentale importanza seguire uno stile di vita sano), che tuttavia vengono prontamente risolti da un meccanismo di protezione che si trova nel corpo stesso.
Il problema sorge quando questo meccanismo di protezione non funziona correttamente, causando un quantitativo eccessivo di errori che danneggiano irreparabilmente la salute delle cellule, causandone la morte.
In casi davvero rari può succedere che una cellula invece di morire, diventi cancerosa.
La mutazione erronea del patrimonio cellulare viene tramandata alle cellule figlie tramite la divisione cellulare seguente, innescando una forte proliferazione cellulare, responsabile della crescita del tumore.
TRASFORMAZIONE DI UNA CELLULA SANE AD UNA CANCEROSA
(1) Una cellula sana segue il suo protocollo standard e si divide
(2) Durante questa divisione, si verifica un danno cellulare irreversibile, che causa la morte cellulare
(3) Nel caso in cui il danno cellulare riportato dalla cellula non causa la morte della stessa, si parla di cellula tumorale. La divisione della cellula cancerosa porta allo sviluppo di una massa tumorale.
Stadi del tumore al seno
Tumore al seno localmente delimitato – Carcinoma mammario nella sua fase iniziale | |
---|---|
STADIO 1 | La massa tumorale ha una dimensione inferiore a 2 cm ed è delimitata alla ghiandola mammaria. |
Stadio IIA | Il cancro si è diffuso da uno a tre linfonodi regionali ascellari. |
Tumore al seno localmente avanzato – Carcinoma mammario ancora nella sua fase iniziale | |
---|---|
Stadio IIB | La massa tumorale ha una dimensione compresa fra i 2 e i 5 cm. In molti casi è presente anche un forte coinvolgimento dei linfonodi. |
Stadio III | Questo stadio indica principalmente il coinvolgimento dei linfonodi. In questa fase non sono presenti aree di metastasi in altri organi o zone del corpo. |
Tumore al seno metastatizzato – Stadio della malattia considerata non più curabile | |
---|---|
Stadio IV | Il tumore si è diffuso in altri organi. |
Tumore al seno, quand'è che è troppo tardi?
Una domanda molto diffusa riguardo il carcinoma mammario è la seguente” Quand’è che è troppo tardi per guarire dal tumore al seno?“.
Secondo i medici la fase del tumore al seno ritenuta incurabile è quella che viene definita tumore al seno metastatizzato.
Questa fase è definita incurabile, dato che ormai il carcinoma mammario si è diffuso in altri organi del corpo.
Secondo me utilizzare la parola incurabile, è troppo tardi ecc.. è sbagliato soprattutto quando stiamo cercando di guarire da qualcosa.
Devi sapere che ho conosciuto moltissime persone che ad un certo punto della loro vita sono state costrette a combattere forme tumorali anche molto gravi.
Ho notato che le persone che tendono a deprimersi, sono anche quelle che tendono a non farcela, mentre le persone che accettano questa condizione, convincendosi di poter guarire sono quelle che hanno migliori tassi di sopravvivenza.
Quello che sto dicendo ha senso per te?
Il pensiero positivo aiuta a migliorare la salute del corpo. Ma come? Essere convinti e felici di un percorso che stiamo intraprendendo ( nel nostro caso una lotta contro un tumore) può avere effetti sbalorditivi sulla salute del sistema immunitario.
Al contrario, quando sei depresso, infelice e sempre arrabbiato, il tuo sistema immunitario si indebolisce peggiorando la tua condizione di salute.
Ecco perchè mi da fastidio parlare di patologia inguaribile.
È come se tu stessi dicendo alle tue cellule che ormai è finita, ti stai auto condannando.
Invece, devi prendere il tumore come un segnale che il tuo stile di vita deve essere completamente cambiato.
Cambia il tuo stile di vita
CAMBIA DIETA: Basa la tua alimentazione su cibi crudi, biologici e a Km 0.
Frutta, verdura ed estratti di frutta e verdura dovrebbero essere la base della tu alimentazione.
Sono gli alimenti più ricchi in assoluto di vitamine, minerali e sostanze antiossidanti.
Consiglio assolutamente di sostituire i cereali raffinati con i cereali integrali e di sostituire i cereali ricchi di glutine con quelli privi, dato che alcuni studi dimostrerebbero che il glutine può aumentare l’infiammazione dell’intestino.
Elimina tutti gli alimenti di origine animale. Concediti al massimo due – tre volte a settimana pesce biologico, molto ricco di acidi grassi omega 3.
Le proteine assumile tramite il consumo di cereali integrali e legumi. Assumi anche una buona quantità di semi oleosi e frutta secca.
ALIMENTI BASE DELLA TUA DIETA DOVREBBERO COMPRENDERE frutta, verdura, cereali integrali, legumi, frutta secca, semi oleosi, erbe aromatiche e olio extra vergine d’oliva.
- Mastica lentamente, ogni boccone almeno 60 volte al giorno
- Negli spuntini assumi frutta da sola, oppure un bel bicchiere di centrifugato fresco, meglio se di verdura, dato che contiene meno zuccheri rispetto a quelli di frutta
- Non mangiare quando sei arrabbiato, ansioso ecc.., poiché ne risente anche la digestione
ESERCIZIO FISICO AEROBICO: Devi muovere il corpo ed ossigenarlo. Cerca di camminare, meglio se nel bosco, almeno 45 minuti al giorno.
ASSORBI LA LUCE DEL SOLE ANCHE D’INVERNO SENZA CREMA: La letteratura è piena di studi che dimostrerebbero come una regolare esposizione alla luce del sole ( non ti sto dicendo di bruciarti!) riduca i tassi di mortalità per alcuni tipi di cancro.
Le ricerche esaminate fin’ora mostrerebbero che l’attivazione della luce solare è la nostra fonte più efficace di vitamina D.
La regolare assunzione di luce solare o vitamina D può inibire la crescita delle cellule tumorali della mammella e del colon. (VAI ALLA REVISIONE)
Questa revisione analizza la correlazione tra l’incidenza del cancro al seno e la carenza di vitamina D.
Questa revisione scientifica mostra che la maggior parte delle ricerche sulla vitamina D supportano la credenza che la carenza di vitamina D è associata ad un aumento del rischio di cancro al seno. (VAI ALLA REVISIONE).
Addirittura esiste l’elioterapia, ovvero quella branca delle scienza che basa la salute sull’esposizione ai raggi solari.
CURA IL RIPOSO NOTTURNO: Dormi almeno 8 ore per notte
DIGIUNA UNA VOLTA ALLA SETTIMANA PER 24 ore: I ricercatori hanno scoperto ad esempio che digiunare per 13 ore al giorno può ridurre la recidiva del cancro al seno e la morte per malattia. (VAI ALLO STUDIO).
Alcuni studiosi hanno dimostrato che la riduzione delle calorie causate dal digiuno può aiutare a diminuire il rischio di tumore.
RIDUCI LO STRESS ED AUMENTA LA POSITIVITà NELLA TUA VITA: Se sei arrabbiato, ansioso o troppo preoccupato devi cambiare la chimica del tuo sangue.
L’unico modo è quello di migliorare il tuo umore.
Pratica per almeno 30 minuti al giorno lo yoga della risata. È un esercizio terapeutico in grado di trasformare le emozioni negative in energia positiva.
Tramite la risata il sistema immunitario migliora, la digestione diventa più efficiente e tutto il sistema ormonale viene potenziato.
Non credi che possa favorire la guarigione? E allora, anche se non fosse, non ti piace ridere? Cosa hai da perdere?
Come viene diagnosticato un tumore al seno?
Grazie ai trattamenti moderni è possibile individuare i carcinomi mammari ad uno stadio precoce della malattia, migliorando drasticamente i casi di guarigione.
L’esame di routine del tessuto canceroso aiuta a curare la massa tumorale mammaria in modo mirato ed efficace.
I dottori hanno a loro disposizione un mix di procedure diagnostiche per immagini e biopsia che permette di effettuare una diagnosi veloce e sicura.
La scelta del trattamento da utilizzate dipende dalla condizione della patologia.
MAMMOGRAFIA: La mammografia è una procedura eseguita tramite l’utilizzo di una radiografia al seno femminile.
Questo esame è in grado di darci informazioni riguardo alla posizione e alle dimensioni di una determinata “massa” all’interno del seno.
Questo trattamento viene prescritto generalmente per individuare la massa tumorale durante il suo stadio iniziale.
Dato che l’80% di tutte le donne affette da tumore al seno hanno superato i 50 anni, si consiglia assolutamente di eseguire questo esame come forma preventiva al carcinoma mammario.
RISONANZA MAGNETICA PER IMMAGINI: Questo esame serve per registrare immagini di sezioni del tessuto mammario. Questa procedura viene effettuata solitamente inseguito a richieste particolari.
SCINTIGRAFIA OSSEA: Questo trattamento permette di osservare eventuali metastasi a livello del tessuto osseo. In questo caso il dottore inietta nel paziente un mezzo di contrasto radioattivo che permette di analizzare la situazione dell’intero scheletro.
BIOPSIA DEL TESSUTO MAMMARIO: La biopsia è una procedura che permette di estrarre ed esaminare un campione di tessuto.
TOMOGRAFIA COMPIUTERIZZATA: Questo esame viene effettuato in caso di ipotetica metastasi. Attraverso i raggi X è possibile scoprire la presenza di eventuali metastasi.
ECOGRAFIA MAMMARIA: Tramite l’utilizzo di onde sonore il dottore analizza posizione, dimensione e la natura delle degenerazione di un tessuto specifico. Rispetto ad altre procedure più invasive, questo trattamento non comporta nessun tipo d esposizione a radiazioni per la paziente.
Esame istologico
Oltre ad una corretta diagnosi, la biopsia è una procedura che permette di identificare più nello specifico le caratteristiche biologiche delle cellule cancerose.
Questo è un fattore di primaria importanza per la guarigione, dato che attraverso queste informazioni è possibile determinare il miglior trattamento da seguire.
L’esame dei tessuti viene effettuato mediante l’utilizzo di:
STATO DEI RECETTORI ORMONALI (HR): Sulle cellule sane del tessuto mammario sono presenti i recettori ormonali, che hanno la funzione di legare tra di loro gli ormoni sessuali femminili, come l’estrogeno e il progesterone.
Nella maggioranza dei casi, i pazienti affetti da carcinoma mammario presentano sulle cellule cancerose questa tipologia di recettori.
Il cancro al seno in questo caso viene definito positivo ai recettori ormonali (HR+).
Nel caso in cui gli ormoni sessuali femminili (progesterone ed estrogeno) si leghino ai recettori, viene stimolata la crescita della massa tumorale.
Se le cellule cancerose sono prive di questi recettori, questo tipo di tumore al seno è definito negativo ai recettori ormonali (HR-).
STATO HER2: L’HER2 è un recettore che svolge il compito di trasmettere segnali di crescita dalla superficie della cellula all’interno della cellula.
Sulle cellule cancerose può esserci una quantità elevata di HER2, per cui vengono trasmessi all’interno della cellula un quantitativo eccessivo di segnali, stimolando di conseguenza la crescita tumorale.
In questi casi specifici si parla di tumore HER2 positivo
VALUTAZIONE DI KI-67: Nel caso in cui le caratteristiche della massa tumorale non siano sufficienti per decidere la terapia da intraprendere, può venire effettuata anche l’analisi di espressione genica delle cellule cancerose, in cui vengono presi come campione di controllo anche le mutazioni del gene BRCA.
Qual è l'indice di sopravvivenza del tumore al seno allo stadio 3?
La sopravvivenza a cinque anni per i tumori allo stadio 3 è di poco inferiore al 60 per cento.
Cosa succede se non si cura il tumore al seno?
Se la diagnosi e la cure collegate ad esso non vengono effettuate nella fase iniziale del carcinoma mammario, il tumore al seno può invadere i tessuti circostanti e raggiungere i linfonodi, causando così la metastasi.
Domande più frequenti
Quali sono i primi sintomi di un tumore al seno?
- Gonfiore della mammella.
- Noduli al seno.
- Cute mammaria a buccia d’arancia.
- Galattorea
- Presenza di un nodulo mammario.
- Rientro del capezzolo.
- Aumento della VES
Quanto tempo si può vivere con un tumore al seno?
L’aspettativa media data dalla presenza del tumore al seno è di cinque anni, tuttavia dipende da molti fattori, come estensione del tumore, stile di vita intapreso e caratteristiche personali dell’individuo.
In un anno quanto cresce il tumore al seno?
Oltre a dipendere da molti fattori individuali, bisogna anche vedere se il cancro al seno è di natura invasiva o non invasiva, dato che la seconda potrebbe anche non crescere per nulla.
Qual è la peggiore tipologia del cancro al seno?
Sicuramente il tumore al seno metastatizzato
Quand’è che è troppo tardi per curare il tumore al seno?
Nell’ultima fase della malattia (tumore al seno metastatizzato).
Post Comment
You must be logged in to post a comment.