Bocca urente e bicarbonato: Cosa dicono gli studi scientifici?

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Il bicarbonato può diminuire il bruciore della bocca scatenato dalla sindrome della bocca urente? La sindrome della bocca che brucia è una condizione che provoca una sensazione costante di bruciore e irritazione in qualsiasi punto della bocca.

I punti dove si sviluppa maggiormente questa patologia sono le labbra, il palato, la bocca e la lingua. Questa condizione può essere di natura transitoria o costante .

Quando il problema della bocca infiammata diventa un problema cronico, che peggiora la qualità della vita della persona, occorre trovare un trattamento utile a ridurne la sintomatologia dolorosa.

Solitamente la BMS colpisce la popolazione femminile.

Sintomi della bocca urente

L’intensità della sintomatologia legata alla bocca urente varia notevolmente da individuo a individuo.

  • Casi moderati o lievi: Alcuni soggetti riferiscono sensazioni più contenute, caratterizzate da un leggero formicolio o intorpidimento localizzato al palato o alla lingua.

  • Casi gravi: In altre persone, la sensazione di bruciore è paragonabile a quella che si prova dopo aver ingerito cibi o liquidi molto bollenti (come una minestra calda). Nei quadri più severi, l’infiammazione del cavo orale può rendere difficoltosa persino l’alimentazione o l’idratazione, anche se la masticazione e l’assunzione di bevande rinfrescanti riescono temporaneamente a donare sollievo.

Tipi di sindrome della bocca urente e diagnosi

Poiché il bruciore orale può rappresentare il segnale d’allarme di diverse condizioni sottostanti, il medico può prescrivere una serie di approfondimenti diagnostici per individuare la causa scatenante della lingua o bocca urente:

  • Esami del sangue completi

  • Test per la valutazione del flusso salivare

  • Test allergologici

In base agli esiti dei test, si distinguono due forme principali della sindrome:

Sindrome della bocca urente primaria

Si parla di BMS primaria quando, a seguito di tutti gli accertamenti clinici ed esami eseguiti dal medico, non emerge alcuna malattia o causa clinica riscontrabile. Il bruciore si manifesta quindi in assenza di patologie evidenti.

Sindrome della bocca urente secondaria

La BMS secondaria, a differenza di quella primaria, è direttamente riconducibile a una causa ben identificabile, tra cui:

  • Bocca asciutta (xerostomia) e sensazione di sapore amaro in bocca

  • Deficit nutrizionali (carenza cronica di uno o più micronutrienti essenziali nella dieta)

  • Infezioni a carico del cavo orale

  • Alterazioni e squilibri ormonali

  • Reflusso acido

Sindrome della bocca urente e bicarbonato di sodio

Il bicarbonato di sodio può rivelarsi un ottimo rimedio in alcuni casi di sindrome della bocca urente (BMS) di tipo secondario, e in particolare quando la causa sottostante è legata al reflusso gastroesofageo o ad alterazioni del pH del cavo orale.

Bicarbonato e reflusso gastroesofageo

Il reflusso acido è caratterizzato dalla risalita di succhi gastrici verso l’esofago e il cavo orale. La presenza costante di acido in bocca può irritare la mucosa orale e la lingua, scatenando o peggiorando la sensazione di bruciore.

Il bicarbonato di sodio è una sostanza fortemente alcalina in grado di neutralizzare temporaneamente l’eccesso di acidità nello stomaco e nel cavo orale. Fisiologicamente, il bicarbonato viene prodotto anche dal nostro pancreas proprio per tamponare l’acidità gastrica durante i processi digestivi.
Per contrastare l’iperacidità e il reflusso, è utile affiancare all’azione del bicarbonato una dieta equilibrata, riducendo l’abuso di alcol, carni rosse e cibi fortemente acidificanti o irritanti, e incrementando il consumo di frutta e verdura fresche.

Igienizzazione del cavo orale e infezioni

Le alterazioni della flora batterica orale o le infezioni micotiche (come la candida orale) possono alterare il pH della bocca, contribuendo all’infiammazione delle mucose e al senso di bruciore.

Sciacqui e sciacqui orali delicati a base di bicarbonato di sodio aiutano a ripristinare il corretto pH del cavo orale e a creare un ambiente meno favorevole alla proliferazione di batteri patogeni o funghi.

⚠️ Effetto Rebound ed effetti collaterali

Sebbene il bicarbonato di sodio sia un ottimo alleato nel breve periodo, il suo uso non deve mai essere prolungato o in eccesso, dato che un uso errato potrebbe causare diverse problematiche.

L’effetto “Rimbalzo” (Rebound acido): L’assunzione eccessiva o continuativa di bicarbonato per via orale provoca un’eccessiva alcalinizzazione dello stomaco. Come reazione compensatoria, lo stomaco potrebbe reagire tramite una sovraproduzione di acido gastrico, finendo per peggiorare il reflusso e la sensazione di bruciore a lungo termine.

Controindicazioni importanti: L’assunzione di bicarbonato di sodio per via sistemica è fortemente sconsigliata a chi soffre di ipertensione arteriosa e malattie renali croniche, a causa dell’elevato apporto di sodio che può causare ritenzione idrica e picchi pressori.

Raccomandazione: Prima di assumere bicarbonato di sodio per via orale o sotto forma di integratore, è essenziale consultare il proprio medico per escludere controindicazioni personali.

Bicarbonato di sodio e bocca urente: Cosa dicono gli studi?

In ambito medico e scientifico:

  1. Non esistono studi clinici diretti che dimostrino che il bicarbonato “curi” la sindrome della bocca urente primaria (neuropatica): La BMS primaria coinvolge infatti, alterazioni delle vie nervose e dei recettori del dolore, su cui il bicarbonato non ha un’azione diretta.

  2. Efficacia dimostrata nel reflusso e nella stomatite (BMS Secondaria): Esistono numerose ricerche e protocolli clinici che confermano l’efficacia dei risciacqui con bicarbonato (o formulazioni tampone) nel ridurre il bruciore e l’infiammazione delle mucose orali causati da reflusso laringofaringeo (LPR) o da stomatiti ed erosioni del pH.

  3. Uso in odontostomatologia: Gli sciacqui alcalini a base di bicarbonato sono ampiamente documentati nelle linee guida odontoiatriche come trattamento coadiuvante e lenitivo in presenza di scialorrea (alterazione della saliva) e micosi del cavo orale.

Ecco come preparare la soluzione al bicarbonato

Segui questi passaggi:

  1. Versa 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio (pari a circa 5 g) in un bicchiere d’acqua a temperatura ambiente (circa 200 ml).

  2. Mescola accuratamente finché la polvere non si sarà completamente sciolta, assicurandoti che non rimangano residui sul fondo del bicchiere.

Modalità d’uso

Assumi la soluzione 1 o 2 volte al giorno, preferibilmente a distanza di due ore dai pasti principali. Questa tempistica consente di non interferire con i normali processi di digestione gastrica.

Sindrome della bocca urente e menopausa

Le donne anziane o in menopausa sono maggiormente soggette al problema della sindrome della bocca urente – BMS. Il Bms è dovuto a un squilibrio ormonale – livelli di estrogeni bassi – tipico delle donne in menopausa.

Livelli bassi di estrogeni può favorire inoltre, la comparsa di sapore metallico nel cavo orale, riduzione di saliva e sensazione di intenso bruciore sulla lingua.

Vista la correlazione tra la sindrome della bocca bruciante e la riduzione degli ormoni femminili, in questo particolare caso, è consigliato la terapia ormonale sostitutiva, utile per alleviare il problema della bocca urente nelle donne in menopausa.

Ulteriori trattamenti

  • Sollievo immediato con bevande fresche: Sorseggiare acqua fresca o bevande rinfrescanti non zuccherate dona un temporaneo senso di refrigerio alle mucose irritate.

  • Evitare cibi irritanti e acidi: È consigliabile limitare o eliminare gli alimenti fortemente acidi o speziati (come agrumi, pomodoro, cibi piccanti, pizza o pietanze ricche di spezie e intingoli come il kebab), poiché possono scatenare o accentuare l’infiammazione.

  • Ridurre l’apporto di sale: I cibi troppo salati tendono a disidratare e ad asciugare la bocca, aumentando il fastidio e la secchezza orale.

  • Alimentazione ricca di nutrienti freschi: Cerca di seguire una dieta bilanciata ricca di frutta, verdura di stagione ed estratti, utili per apportare idratazione, vitamine e minerali essenziali.

  • Gestione dello stress: Poiché lo stress emotivo e l’ansia possono amplificare la percezione del dolore neuropatico, pratiche di rilassamento come la meditazione, lo yoga o esercizi di respirazione guidata si rivelano particolarmente utili.

  • Integrazione alimentare mirata: Sotto supervisione medica o nutrizionale, l’uso di specifici integratori (come vitamine del gruppo B, acido alfa-lipoico o minerali) può supportare il benessere del sistema nervoso periferico e delle mucose.

Nata e cresciuta a Rosignano Solvay, sono da sempre appassionata di salute, nutrizione e benessere della persona. Con un diploma ad indirizzo biologico conseguito presso l'I.T.I.S. E. Mattei e un solido percorso di studi in scienze biologiche, mi dedico alla divulgazione scientifica e alla promozione di uno stile di vita sano ed equilibrato.