Malassorbimento intestinale, cosa mangiare?

malassorbimento intestinale

In presenza di malassorbimento intestinale cosa dovremo mangiare? Scopriamolo in questo articolo!

Il malassorbimento intestinale è la condizione per cui l’organismo non riesce ad assimilare completamente i nutrienti introdotti con l’alimentazione. Diversi disturbi digestivi e stati infiammatori possono compromettere questa capacità, provocando sintomi immediati come diarrea e feci sfatte e favorendo, nel lungo periodo, l’insorgenza di una vera e propria malnutrizione.

Per comprendere come nasce questo problema, è utile dividere il processo digestivo in due fasi fondamentali:

  1. La Digestione (Scomposizione): È la fase in cui gli enzimi scompongono i macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi) in molecole più semplici come amminoacidi, acidi grassi e zuccheri semplici. Un deficit enzimatico impedisce la corretta scissione del cibo.

  2. L’Assimilazione (Assorbimento): È il momento in cui la mucosa intestinale assorbe queste molecole per immetterle nel circolo sanguigno. Se la parete intestinale è infiammata o danneggiata (come accade nel morbo di Crohn o nelle patologie infiammatorie croniche), l’assorbimento si blocca.

Come si classifica il malassorbimento?

A seconda dell’estensione e della tipologia di nutriente coinvolto, il malassorbimento si distingue in:

  • Generalizzato: quando riguarda contemporaneamente tutte e tre le classi principali di macronutrienti (proteine, zuccheri e grassi).

  • Selettivo: quando interessa un singolo nutriente (un esempio tipico è il malassorbimento del lattosio).

  • Totale: se colpisce un intero tratto dell’apparato digerente, come tutto l’intestino tenue.

  • Parziale: se è circoscritto a una specifica porzione di intestino (ad esempio un’ansa ileale infiammata).

Come possiamo intervenire?

In presenza di infiammazioni croniche o deficit digestivi, una semplice alimentazione equilibrata potrebbe non essere sufficiente. In questi casi, oltre ad identificare la causa specifica, risulta spesso di fondamentale importanza impostare protocolli di integrazione mirata — come cicli di multivitaminici, multiminerali o enzimi digestivi — al fine di proteggere l’organismo da carenze nutrizionali, talvolta anche gravi.

Quali sono i sintomi del malassorbimento intestinale?

Questa condizione può portare il soggetto a sperimentare diversi sintomi, che includono:

  • Perdita di peso. Un assorbimento inadeguato di calorie e nutrienti porterà inesorabilmente a perdere peso
  • Diarrea. Il malassorbimento intestinale solitamente ha come sintomo principale la diarrea. La diarrea è un disturbo digestivo caratterizzato da una frequenza evacuativa superiore alle 3 volte al giorno. Inoltre, le feci appaiono sfatte, gialle e caratterizzate da un forte odore maleodorante.
  • Possibile presenza di steatorrea: Questo disturbo è caratterizzato dalla presenza eccessiva di grasso nelle feci. In presenza di grasso nei residui fecali, le feci appaiono voluminose e dall’odore nauseabondo.

In presenza di malassorbimento potrebbero esserci la carenza di uno o più nutrienti, le più comuni comprendono:

  1. Carenza di vitamina b12
  2. Carenza di folati
  3. Carenza di vitamina K
  4. Carenza di ferro
  5. Carenza di potassio
  6. Carenza di calcio

Quali sono le sue cause?

Le cause più comuni di malassorbimento intestinale sono attribuibili a:

  • Celiachia
  • Intolleranza al lattosio
  • Allergia alle proteine ​​del latte vaccino
  • Intolleranza al latte di soia
  • Intolleranza al fruttosio
  • Presenza di un’infezione
  • Disturbi digestivi di natura infiammatoria, come morbo di Crohn e colite ulcerosa
  • Fibrosi cistica
  • Pancreatite cronica
  • Ipertiroidismo
  • Ipotiroidismo

Dieta per il malassorbimento intestinale

Prima di scoprire i migliori alimenti da consumare in presenza di malassorbimento, è consigliabile seguire questi semplici consigli dietetici, tra cui:

MANGIA LENTAMENTE: Se consumi il pasto troppo velocemente non dai il tempo agli enzimi digestivi presenti nel cavo orale di predigerire il cibo, affaticando inutilmente lo stomaco e il tratto intestinale.

NON CONSUMARE TROPPI ALIMENTI NELLA STESSA SEDUTA DI ALIMENTAZIONE: Evitate di consumare troppi alimenti tutti in una volta. Se vuoi consumare un panino integrale alla bresaola, consumalo così al naturale! Non aggiungere al panino pomodoro, lattuga, erbe aromatiche ecc..

NON MANGIARE MAI QUANDO SEI ARRABBIATO; ANSIOSO O PREOCCUPATO: Mangia quando sei rilassato e tranquillo, libero da ogni fonte di stress.

La dieta per il malassorbimento ha lo scopo di aiutare a ridurre le scariche diarroiche, migliorando il tuo stato nutrizionale.

Cosa non mangiare in presenza di malassorbimento intestinale

In presenza di malassorbimento intestinale occorre evitare accuratamente di consumare alcuni gruppi di alimenti difficili da digerire come:

  • verdura cruda
  • latticini ricchi di lattosio
  • cibi ricchi di glutine
  • alimenti ricchi di grassi saturi, come la carne rossa, i salumi e gli insaccati
  • cibi trasformati ricchi di conservanti e sostanze dannose

NOTA BENE: Ogni persona potrebbe avere uno o più alimenti che potrebbero scatenare in lui disturbi digestivi di varia gravità. Il mio consiglio è quello di recarsi immediatamente dal proprio dottore in presenza di malassorbimento del tratto intestinale.

Cosa posso mangiare con il malassorbimento intestinale?

In presenza di malassorbimento intestinale e diarrea si consiglia di assumere:

RISO BIANCO: I cereali integrali sono più sani dei cereali raffinati, tuttavia in presenza di diarrea acuta, occorre consumare meno fibre possibili per non esacerbare eccessivamente i sintomi diarroici. Una volta che la fase acuta sarà passata, potrai riprendere il consumo di riso integrale, sempre ben masticato, mi raccomando!

PROTEINE MAGRE: Il tuo corpo ha bisogno di proteine magre, puoi assumerle tramite il consumo di pollo, tacchino e pesce povero di grassi, come l’orata.

RIDUCI IL CONSUMO DI VERDURA CRUDA: Lo so, è quasi una blasfemia, però la verdura cruda per essere correttamente assorbita deve essere masticata davvero a lungo.

In assenza di ciò, la digestione deve essere davvero forte per poterla digerire, e le persone con malassorbimento non possiedono un sistema digestivo efficiente.

Il mio consiglio è quello di consumare centrifugati ed estratti verdi, che oltre ad essere poveri di fibre vegetali, aumentano l’apporto di vitamine e minerali nell’organismo.

CONSUMA ALCUNI TIPI DI FRUTTI: in presenza di diarrea si consiglia di consumare alimenti, come banane, pere e mele.

Elimina i cibi leggermente lassativi, come le prugne e i kiwi. Anche gli agrumi dovrebbero essere limitati al minimo, poiché la diarrea è un disturbo infiammatorio, e gli agrumi, come le spezie e il pomodoro possono aumentare ulteriormente i sintomi diarroici.

DIETA GIORNALIERA TIPO PER LE PERSONE CON MALASSORBIMENTO INTESTINALE

Colazione

Una banana + 15 grammi di mandorle

Pranzo

Riso in bianco + un cucchiaino di olio extra vergine d’oliva 5ml + petto di pollo + piccola porzione di verdura ben masticata

Merenda

Estratto di spinaci e bietole

Cena

Patata in bianco + orata al vapore

Cosa dice la ricerca medica?

Un importante studio scientifico pubblicata su PMC ha preso in esame un gruppo di pazienti affetti da grave malassorbimento e insufficienza pancreatica esocrina, spesso legata a patologie croniche o tumorali del pancreas.

I ricercatori hanno somministrato a questi soggetti miscele ad alto dosaggio di enzimi ad ampio spettro — in particolare una combinazione di lipasi, amilasi e proteasi (pancreatina). I risultati hanno dimostrato che questo tipo di integrazione enzimatica riduce drasticamente i sintomi tipici del malassorbimento dei grassi, come la diarrea e i dolori addominali, già dopo sole 1-3 settimane di trattamento, migliorando in modo significativo sia l’assimilazione dei nutrienti che la qualità di vita complessiva dei pazienti.

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Un’altra ricerca ha valutato l’efficacia degli enzimi su adulti che manifestavano frequentemente cattiva digestione, pesantezza post-prandiale, meteorismo e gonfiore.

Somministrando prima dei pasti una miscela multi-enzimatica contenente proteasi, lattasi, lipasi, amilasi e cellulasi, i ricercatori hanno osservato una riduzione della distensione addominale nel 58% dei casi a soli 30 minuti dal pasto, che ha raggiunto il 68% dopo 90 minuti. Ben l’80% dei soggetti coinvolti ha riscontrato un calo misurabile del gonfiore e un netto miglioramento dei sintomi digestivi complessivi rispetto a chi aveva assunto il placebo.

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Migliori rimedi naturali per il malassorbimento intestinale

Utilizza gli enzimi digestivi

Gli enzimi digestivi sono sostanze attive fondamentali che aiutano l’organismo a scomporre e assimilare correttamente i nutrienti.

Per i carboidrati si utilizzano amilasi, cellulasi e lattasi per il lattosio; per le proteine la bromelina e la papaina; mentre per i grassi agisce la lipasi, e in commercio esistono miscele ad ampio spettro che combinano questi elementi.

Come confermato da recenti studi scientifici sui pazienti, l’uso mirato di miscele enzimatiche — come quelle a base di lipasi, amilasi e proteasi — può aiutare a ridurre i sintomi del malassorbimento dei grassi, tra cui diarrea e dolori addominali, già dopo 1-3 settimane di trattamento, migliorando notevolmente l’assimilazione dei nutrienti, la qualità della vita e riducendo significativamente la distensione addominale e il gonfiore post-prandiale.

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Domande più frequenti

Il malassorbimento intestinale porta alla malnutrizione?
Dipende dal tuo livello di malassorbimento. Stati lievi portano solamente ad una diminuzione dei livelli energetici, oltre che ad un aumento della stanchezza psicofisica, mentre uno stato di malassorbimento severo va trattato immediatamente per non incorrere in conseguenze gravi, come ad esempio la malnutrizione.

Cosa devo mangiare in presenza di malassorbimento intestinale?

  1. Frutta, come mele e banane
  2. Proteine magre, come pollo e tacchino
  3. Cereali raffinati privi di glutine durante le fasi acute di diarrea, mentre cereali integrali o cereali integrali privi di glutine dopo che la fase acuta è passata

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Nata e cresciuta a Rosignano Solvay, sono da sempre appassionata di salute, nutrizione e benessere della persona. Con un diploma ad indirizzo biologico conseguito presso l'I.T.I.S. E. Mattei e un solido percorso di studi in scienze biologiche, mi dedico alla divulgazione scientifica e alla promozione di uno stile di vita sano ed equilibrato.