Gemelli identici, destini diversi: Lo studio che cambia tutto sull’obesità

obesità e genetica

Hai mai sentito parlare di quei gemelli separati alla nascita? Stessa faccia, stesso DNA.. ma vite completamente diverse. Ecco, immagina di prenderli da piccoli e crescerli in ambienti totalmente opposti: uno in un contesto sano, l’altro in mezzo a cibo spazzatura e sedentarietà. Cosa succede al loro peso con il passare degli anni? Spoiler: la risposta potrebbe sorprenderti.

Il ruolo della genetica nell’obesità

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Uno studio pubblicato sul prestigioso New England Journal of Medicine ha messo nero su bianco qualcosa che da tempo si sospettava: la genetica ha un impatto potentissimo sull’obesità. In particolare, lo studio ha analizzato coppie di gemelli identici separati da piccoli. Alcuni di loro avevano mutazioni genetiche legate all’obesità, altri no.

I risultati? Se c’era una predisposizione genetica — sia poligenica (cioè coinvolgendo tanti geni) sia monogenica (un singolo gene mutato) — le probabilità di diventare obesi erano altissime: circa il 70% nelle donne e il 74% negli uomini, indipendentemente dall’ambiente in cui erano cresciuti.

È come se il DNA avesse messo un grande cartello con scritto: “Questa persona tende ad accumulare peso. Punto.”

Ma allora siamo destinati a ingrassare?

Non esattamente. Qui entra in gioco una delle parti più affascinanti di questa storia: l’interazione tra geni e ambiente.

La genetica può “caricare la pistola”, ma è l’ambiente a “premere il grilletto”. In altre parole, anche se sei predisposto a diventare obeso, ciò non significa che lo diventerai per forza. Ma se il tuo ambiente ti invita continuamente a mangiare troppo, muoverti poco e abusare di cibo spazzatura.. beh, la probabilità che il tuo corpo segua quel “copione genetico” aumenta enormemente.

Pensaci un attimo: cento anni fa l’obesità era un fenomeno rarissimo. La gente era più magra non perché aveva geni migliori, ma semplicemente perché non c’era tutta questa abbondanza. Il cibo era meno accessibile, meno lavorato, meno tentatore. Oggi viviamo in un mondo che sembra fatto apposta per farci ingrassare: supermercati pieni di snack, consegne a domicilio in 15 minuti, zero movimento quotidiano.

La vera crisi? L’abbondanza

Non è un caso che oggi il tasso di obesità sia alle stelle. Il nostro corpo è rimasto quello di un tempo, progettato per sopravvivere alla fame. Ma l’ambiente intorno a noi è cambiato radicalmente. Oggi il vero problema non è “avere poco”, ma “avere troppo”. Troppo cibo. Troppe calorie. Troppa sedentarietà.

E qui scatta la trappola: se una persona ha anche solo una leggera predisposizione genetica all’obesità, in un ambiente come quello attuale rischia seriamente di ingrassare. Il corpo, semplicemente, non è in grado di gestire tutta questa abbondanza.

Cosa possiamo fare allora?

La verità è che non possiamo cambiare i nostri geni, ma possiamo agire sul nostro ambiente. Ed è proprio qui che possiamo ribaltare la situazione. Non servono soluzioni magiche o diete drastiche: bastano piccoli, semplici cambiamenti quotidiani. Ecco alcuni spunti pratici:

1. Non portare tentazioni in casa

Sembra banale, ma funziona: se non hai dolci, patatine e snack a portata di mano, è molto più difficile cedere alla voglia. L’ambiente domestico è il primo posto dove puoi iniziare a difenderti.

2. Prova il digiuno intermittente

Il digiuno intermittente non è una bacchetta magica, ma può aiutare. Perché? Perché ti dà delle regole chiare: mangi solo in una certa finestra di tempo. Questo ti aiuta a evitare gli “spuntini casuali” e a dare una pausa al tuo metabolismo. Non è per tutti, ma se fatto bene può essere una strategia efficace, soprattutto per chi ha una fame difficile da controllare.

3. Muoviti, anche se poco

Molti pensano che basti un’ora di palestra per essere a posto. Sbagliato. Se stai seduto tutto il giorno, quella singola ora di esercizio rischia di non bastare. Ci sono studi che dimostrano che chi si muove durante il giorno — anche solo camminando tanto — ha un metabolismo migliore rispetto a chi fa solo una sessione di allenamento intensa ma poi resta fermo per ore.

Fai delle passeggiate, alzati più spesso, prendi le scale. Ogni passo conta!

4. Dai priorità alle proteine e alle fibre

Quando finalmente arriva il momento di mangiare, scegli bene: punta su alimenti sazianti come carne magra, pesce, legumi, e verdure. Ti aiuteranno a sentirti pieno più a lungo, e ti impediranno di cercare cibo ogni mezz’ora.

L’ambiente fa il veleno

C’è una frase che mi piace molto: “È la dose che fa il veleno”. E quando parliamo di ambiente, è esattamente così. Un biscotto ogni tanto non rovina nessuno. Ma vivere costantemente circondati da stimoli che ci spingono a mangiare troppo, muoverci poco e trascurarci, quello sì che diventa un problema.

Il consiglio finale? Crea un ambiente — fisico, mentale, sociale — che ti aiuti a vivere meglio. Circondati di persone che condividono i tuoi obiettivi. Tieni in casa cibo sano. Cammina, muoviti, trova una routine che ti piace.

Non siamo schiavi dei nostri geni. Certo, alcuni di noi partono con qualche difficoltà in più. Ma il gioco non è perso in partenza. Possiamo fare molto, anche solo cambiando piccole abitudini. E la chiave non è la perfezione, ma la costanza. Inizia oggi, anche con un solo passo. Perché ogni passo, anche piccolo, ti avvicina a una vita più sana, più leggera, più felice.

RIFERIMENTI

https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/nejm199005243222102

https://www.frontiersin.org/journals/endocrinology/articles/10.3389/fendo.2012.00029/full

https://www.nature.com/articles/jhg2015148

Nata e cresciuta a Rosignano Solvay , appassionata da sempre per tutto quello che ruota intorno al benessere della persona. Biologa, diplomata all'I.T.I.S Mattei