Non devi essere motivato per iniziare. Devi iniziare per diventare motivato

Non devi essere motivato per iniziare

“Lo so cosa devo fare… ma non riesco a iniziare.”

Non preoccuparti, succede a tutti. Conosci il compito, sai perché è importante, magari hai anche programmato la giornata con le migliori intenzioni, e… tuttavia, quando dovresti veramente agire… resti bloccato come se qualcosa ti trattenesse.

Il problema è che crediamo che la motivazione sia il punto di partenza. Pensiamo di aver bisogno di sentirci ispirati, e quando l’energia che aspettavamo non arriva, restiamo fermi, e ci mettiamo a perdere tempo, sempre in attesa che qualcosa cambi.

Questo è un errore molto comune. La motivazione non è l’anticipo, ma la conseguenza. Non arriva prima dell’azione, ma arriva dopo. Se capisci questo, sai anche che non devi essere motivato per iniziare, ma devi iniziare per diventare motivato!

La trappola dell’anticipazione mentale

Prima di iniziare un compito entrano in gioco pensieri, e aspettative. Il cervello facendo così, entra in modalità “anticipazione ansiosa”. È quel momento in cui analizzi, valuti, e immagini difficoltà, fallimenti, e fatica.

Più pensi al compito, più esso cresce nella tua mente, diventando sempre di più, come un qualcosa di difficile e faticoso.

Questo porta a tre conseguenze:

  • Il compito sembra più grande di quello che è

  • Aumenta la percezione di difficoltà

  • Sale l’ansia, e allo stesso tempo cala l’energia

Il risultato di tutto ciò? Rimani fermo, ma non perché sei pigro, ma perché stai mentalmente vivendo il compito prima di farlo.

Il cambio di modalità da valutazione a esecuzione

Il vero cambiamento avviene quando fai il primo gesto, anche se di piccola entità. Quando passi dall’analisi all’azione, il cervello cambia completamente configurazione. Non sta più pensando al compito, ma lo sta vivendo. E questo riduce la resistenza mentale.

Inoltre, ogni micro-risultato genera dopamina, il neurotrasmettitore della motivazione. Ed è proprio qui, che la motivazione finalmente arriva.

Possiamo riassumerlo così: Inizio → Piccolo risultato → Dopamina → Motivazione → Continuazione

Effetto domino comportamentale

L’azione crea inerzia. Una piccola azione ne genera spontaneamente un’altra. È il cosiddetto effetto domino comportamentale.

ECCO ALCUNI ESEMPI PER CAPIRE MEGLIO

Magari è una settimana che devi riordinare la tua stanza, e non hai voglia. Poi un giorno ti metti a farlo, e scopri che non solo hai riordinato la tua stanza, ma hai anche pulito il pavimento, e la cucina.

Sono 5 giorni che rimandi la scrittura di un articolo, dato che hai troppe idee, e non sai come incastrarle tra di loro, e magari cerchi una soluzione iperperfezionista, che purtroppo non arriva mai. Al sesto giorno, inizia a scrivere il tuo articolo, e scopri che alla fine della giornata ne hai scritti ben 4!

Il vero avversario non è il compito in sé, ma la fase iniziale. Vale per tutti! Ogni volta che devi metterti a fare qualcosa, ricordati questo meccanismo: la resistenza che senti non è reale, ma è solo la tua mente che cerca di proteggerti dalla fatica.

Ti spinge a cercare la strada più comoda possibile, e quindi ti spinge a rimandare, a pensarci dopo, o a dire continuamente ” non è il momento giusto per affrontarlo adesso “.

“Se già adesso mi pesa, immagina quando sarò a metà!”

Questo è un altro errore molto comune che commettiamo molto spesso! “Se già adesso mi pesa, immagina quando sarò a metà!”
È una trappola cognitiva basata sull’idea che l’inizio sia la parte più facile, e che poi le cose peggioreranno… quando in realtà avviene l’esatto contrario.

L’inizio è il tratto più duro. È lì che senti più resistenza, più pesantezza, e più noia. Tuttavia, una volta superato quel punto, qualcosa cambia: entri nel compito, e la mente come per magia, diventa più concentrata ed energica. E paradossalmente, ciò che sembrava insopportabile diventa persino interessante! Provare, per credere!

Il difficile è entrare nel flusso, non restarci.

Non iniziare mai con il compito più difficile

Il problema non è l’azione in sé, ma l’anticipo del suo peso. Per questo non devi mai iniziare dalla parte più difficile. Se provi a iniziare dal compito principale, ti schiacci da solo sotto la sua importanza.

Serve invece un “Low entry task”, ovvero un compito a ingresso ridotto, ovvero un qualcosa che:

  • sia breve

  • sia quasi automatico

  • non richieda sforzo mentale

  • sia collegato all’area della tua attività (e non all’obiettivo finale)

Non devi studiare. Devi solo aprire il libro.
Non devi allenarti. Devi solo fare 5 flessioni.
Non devi riordinare casa. Devi solo mettere in ordine un oggetto.

La difficoltà sta nell’iniziare, non nel continuare.

Esempi Pratici di Micro-Azioni

Ecco alcune micro-azioni applicabili fin da subito.

  • Studio → Apri il libro e sottolinea cinque frasi

  • Lavoro PC → Rinomina cinque file

  • Creatività → Scrivi parole casuali per 5 minuti

  • Ordine → Metti a posto tre oggetti

  • Allenamento → Fai 5 flessioni, senza cambiarti né prepararti

Sono piccoli cambiamenti, quasi ridicoli, ma funzionano alla grande, dato che spostano la mente in modalità esecuzione.

La Routine dei 300 Secondi

Ecco una procedura pratica da applicare quando senti la tua mente che cerca di deviarti dal tuo compito.

  1. Non pensare al compito

  2. Metti un timer da 300 secondi

  3. Fai delle micro-azioni collegate

  4. Lascia che la motivazione arrivi dopo, non prima

Sembra poco, ma cambia tutto. Per 5 minuti sentiti libero di fare azioni collegate alla tua attività e senza giudizio. Se alla fine dei 5 minuti non hai ugualmente voglia di continuare, magari è possibile che sia davvero una di quelle GIORNATE NO, ma almeno sai che la tua “resa” non dipende da un meccanismo psicologico, ma da una giornata particolare.

Non deve esserci pressione o aspettative quando fai questa routine. 

Conclusione

La motivazione non è l’inizio del percorso, ma è la sua naturale conseguenza. Non devi sentirti pronto, e non devi aspettare il momento giusto per iniziare, dato che è proprio quello il momento in cui la tua mente ti frega!

Devi solo cominciare in piccolo. Da lì, la mente farà il resto.

Nata e cresciuta a Rosignano Solvay , appassionata da sempre per tutto quello che ruota intorno al benessere della persona.Biologa, diplomata all'I.T.I.S Mattei