La vita aliena potrebbe nascondersi.. nei gas! Ecco dove guardare!

vita aliena potrebbe nascondersi nei gas

Ti sei mai chiesto dove potrebbe celarsi la vita extraterrestre? Se pensi che dovremmo cercare pianeti simili alla Terra, potresti dover cambiare prospettiva. Un nuovo studio condotto dall’Università della California – Riverside propone una strategia sorprendente: cercare la vita su mondi che non assomigliano affatto al nostro e concentrarsi su gas che raramente consideriamo.

Un nuovo metodo per cercare la vita nello spazio

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Secondo la ricerca, pubblicata su Astrophysical Journal Letters, esistono dei gas chiamati alogenuri di metile, che potrebbero diventare indicatori chiave della presenza di vita. Sono molecole che contengono un gruppo metilico (un atomo di carbonio e tre di idrogeno) legato a un alogeno come cloro o bromo. Sulla Terra, vengono prodotti da microbi, alghe marine, funghi e alcune piante. Insomma, niente di fantascientifico.

Ma ecco il colpo di scena: questi gas potrebbero essere rilevati con il telescopio James Webb (JWST), e non servirebbe aspettare decenni per avere la tecnologia giusta. C’è solo una piccola differenza.. dovremmo smettere di cercare pianeti simili alla Terra.

I mondi Hycean: alieni, ma perfetti per i microbi

La chiave di tutto si trova nei cosiddetti pianeti Hycean: mondi coperti da oceani profondi, con atmosfere ricche di idrogeno e che orbitano attorno a piccole stelle rosse. Questi pianeti sono molto più grandi della Terra e la loro composizione rende più facile captare segnali chimici nella loro atmosfera.

Sì, non sono il posto ideale per una vacanza: non ci si può respirare, e la vita come la conosciamo non avrebbe chance. Ma alcuni microrganismi anaerobici, capaci di vivere senza ossigeno, potrebbero starci benissimo.

Ecco perché JWST è perfetto: invece di cercare ossigeno o metano su pianeti terrestri (cosa difficile e dispendiosa in termini di tempo), possiamo cercare alogenuri di metile su questi mondi Hycean. E indovina un po’? Secondo la ricercatrice Michaela Leung, potremmo trovarli in appena 13 ore di osservazione!

Un vantaggio anche economico

Una delle cose più interessanti è che questo approccio non solo è scientificamente sensato, ma anche molto più economico. Meno tempo necessario con il telescopio significa meno costi. E nel mondo della ricerca spaziale, dove ogni ora di utilizzo degli strumenti costa una fortuna, questo è un dettaglio non irrilevante.

Perché non li abbiamo trovati sulla Terra?

Una domanda legittima: se questi gas sono così legati alla vita, perché non li usiamo per cercare biofirme qui, nel nostro pianeta? La risposta è piuttosto semplice ma affascinante. Sulla Terra, gli alogenuri di metile esistono, ma si trovano in concentrazioni estremamente basse. Questo perché la nostra atmosfera è composta in prevalenza da azoto e ossigeno, che tendono a degradare o disperdere questi gas prima che possano accumularsi in modo significativo.

Inoltre, la presenza di luce solare intensa e la dinamica complessa dell’atmosfera terrestre contribuiscono a distruggere rapidamente queste molecole. Quindi, anche se alcuni microrganismi qui li producono, è quasi impossibile rilevarli su larga scala solo osservando l’atmosfera.

Su un pianeta Hycean, invece, le cose cambiano radicalmente. L’atmosfera è dominata dall’idrogeno e molto più densa, con condizioni chimiche favorevoli all’accumulo di questi gas. Lì, gli alogenuri di metile potrebbero raggiungere concentrazioni molto più alte e restare nell’atmosfera abbastanza a lungo da essere visibili anche da anni luce di distanza.

Come dice Schwieterman, uno degli autori dello studio, “non possiamo immaginare davvero come siano questi microbi, ma sappiamo che questi gas potrebbero essere un prodotto plausibile del loro metabolismo”. Ed è proprio questa plausibilità scientifica che accende l’entusiasmo degli astrobiologi: se troviamo questi gas in abbondanza su un altro pianeta, potremmo avere tra le mani la prima vera traccia di vita aliena.

E in futuro?

Il telescopio James Webb è solo l’inizio. Negli anni 2040, potrebbe partire la missione europea LIFE, pensata proprio per cercare segni di vita nei pianeti lontani. Con strumenti ancora più sofisticati, LIFE potrebbe confermare la presenza di alogenuri di metile in meno di un giorno.

E se li trovassimo? Beh, questo significherebbe che la vita microbica potrebbe essere comune nell’universo. Non solo un evento raro sulla Terra, ma qualcosa che accade ovunque ci siano le condizioni giuste. Siamo pronti per una rivelazione del genere?

Ragionamenti, riflessioni e un pizzico di meraviglia

Questo studio ci invita a cambiare radicalmente il nostro modo di pensare. Non dobbiamo cercare la vita dove ci sembra più familiare, ma dove le condizioni potrebbero semplicemente.. funzionare.

E non è anche così nella vita? A volte troviamo risposte sorprendenti quando smettiamo di cercarle dove abbiamo sempre guardato.

Poi, pensaci: non è affascinante immaginare che tra miliardi di stelle, su un pianeta avvolto da una densa atmosfera di idrogeno, ci sia una forma di vita totalmente diversa, ma viva quanto noi? Magari senza occhi, senza mani, ma con la stessa scintilla primordiale che ha dato inizio anche alla nostra storia?

Insomma, la prossima volta che guardi il cielo, ricordati che i segni di vita potrebbero non arrivare sotto forma di navicelle o segnali radio, ma attraverso minuscoli gas, invisibili ma pieni di significato. E forse, tra non molto, saremo in grado di leggerli.

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Nata e cresciuta a Rosignano Solvay , appassionata da sempre per tutto quello che ruota intorno al benessere della persona. Biologa, diplomata all'I.T.I.S Mattei