Bevi plastica ogni giorno senza saperlo: ecco come evitarlo

bere caffè e te

Un nuovo studio britannico, pubblicato su Science of The Total Environment, ha svelato una verità scomoda: quasi tutte le bevande che consumiamo ogni giorno contengono al loro interno microplastiche. Sì, quelle minuscole particelle di plastica invisibili a occhio nudo che ormai si trovano nell’aria, nell’acqua e perfino nel nostro corpo.

Gli scienziati hanno analizzato 155 tipi di bevande calde e fredde, tra cui caffè, tè, succhi di frutta, bevande energetiche e bibite. Il risultato? Tutte contenevano al loro interno microplastiche.

Le bevande calde sono risultate le più contaminate: il tè ha raggiunto livelli record con 60 particelle di microplastiche per litro, seguito dal caffè con 43 particelle di microplastiche per litro, ma nemmeno le bevande fredde sono al sicuro: il caffè freddo può contenerne fino a 37 particelle per litro, mentre le bibite gassate arrivano a 17 per litro.

Come hanno scoperto tutto questo?

Lo studio è stato condotto con un metodo rigoroso, quasi maniacale, per evitare errori o contaminazioni esterne. Gli studiosi hanno:

  • Raccolto 155 campioni di bevande comunemente vendute nei bar, supermercati e distributori automatici.

  • Usato strumenti in vetro e metallo, evitando accuratamente la plastica, per non alterare i risultati.

  • Analizzato i campioni in una camera bianca: un ambiente sterile dove l’aria è filtrata, utile per eliminare ogni traccia di polvere o plastica.

  • Applicato la microspettroscopia FTIR (a infrarossi), una tecnologia sofisticata che permette di identificare le microplastiche sintetiche, distinguendole dalle fibre naturali come la cellulosa.

Inoltre, per rendere i dati ancora più realistici, hanno condotto un sondaggio su 201 adulti britannici per capire quante bevande consumano ogni giorno.

Combinando le due informazioni – contaminazione e consumo – i ricercatori hanno stimato che ogni adulto ingerisce tra 1,6 e 1,7 microgrammi di microplastiche per chilogrammo di peso corporeo al giorno.. Un numero sorprendentemente alto, ben superiore alle stime precedenti basate solo sull’acqua potabile.

Un problema da non sottovalutare

Perché questa scoperta è così importante? Fino ad oggi, la maggior parte degli studi si è concentrata sull’acqua del rubinetto o in bottiglia, trascurando il fatto che le bevande – specialmente quelle calde – costituiscono una parte consistente della nostra idratazione quotidiana.
E il calore sembra essere un fattore cruciale: più la bevanda è calda, più microplastiche vengono rilasciate.

Immagina questo: l’acqua bollente del tuo tè che attraversa una bustina rivestita di plastica; il caffè bollente che viene versato in un bicchiere usa e getta con pareti interne plastificate. Non sorprende che, a lungo andare, quella plastica finisca nella tua bevanda… e nel tuo corpo.

Cosa succede nel nostro organismo?

La ricerca scientifica sugli effetti delle microplastiche sulla salute umana è ancora alle prime fasi, ma i segnali non sono rassicuranti. Alcuni studi suggeriscono che:

  • Le microplastiche possono trasportare sostanze chimiche tossiche, come gli ftalati e i bisfenoli, che interferiscono con il sistema ormonale.

  • Possono causare infiammazione nei tessuti e stress ossidativo, danneggiando le cellule.

  • Si accumulano nel corpo nel tempo, poiché l’organismo non è in grado di eliminarle completamente.

Se ingeriamo ogni giorno piccole quantità di plastica, dove finiscono dopo anni? Nel fegato? Nei polmoni? Nel sangue? Alcune ricerche recenti hanno persino trovato tracce di microplastiche nella placenta umana e nel latte materno.

Da dove arrivano tutte queste microplastiche?

Le fonti sono tantissime, e molto spesso insospettabili.

  • Imballaggi e bottiglie in PET: anche se sembrano innocue, rilasciano microframmenti nelle bevande, soprattutto se esposte al calore o alla luce del sole.

  • Tazze monouso: molti bicchieri di carta sono rivestiti internamente di plastica per evitare che si bagnino, ma quel rivestimento finisce nel nostro drink.

  • Bustine di tè in nylon o PET: a contatto con l’acqua calda, rilasciano migliaia di particelle.

  • Cannucce e tappi di plastica

Anche se cerchiamo di vivere in modo “green”, la plastica la troviamo ovunque.

Possiamo fare qualcosa per difenderci?

Sì, e la buona notizia è che non serve stravolgere la nostra vita. Bastano scelte consapevoli e qualche accorgimento pratico.
Ecco alcuni suggerimenti utili per ridurre l’esposizione alle microplastiche:

  1. Preferisci contenitori in vetro o acciaio inox per preparare e conservare bevande, soprattutto quelle calde.

  2. Evita bicchieri monouso e tazze rivestite di plastica: porta con te una borraccia o un thermos riutilizzabile.

  3. Scegli tè sfuso invece delle bustine in plastica. Puoi usare un filtro in metallo o ceramica.

  4. Filtra l’acqua del rubinetto, soprattutto se la usi per tè, caffè o succhi.

  5. Riduci il consumo di bevande in bottiglie di plastica: opta per alternative in vetro o prepara bevande naturali in casa.

  6. Sperimenta infusi di erbe, tisane o acque aromatizzate fatte in casa, preparate in contenitori di vetro: sono gustose, salutari e prive di plastica!

Non possiamo forse eliminare del tutto le microplastiche, ma possiamo limitarne l’assunzione e, soprattutto, rompere l’abitudine della plastica usa e getta che ci ha resi dipendenti da materiali tossici per il pianeta e per noi stessi.

Come posso disintossicare l’organismo?

Le microplastiche non sono l’unico nemico silenzioso dell’organismo. Ogni giorno il nostro organismo entra in contatto con metalli pesanti, pesticidi, solventi chimici e tante altre sostanze nocive.

Fortunatamente, il corpo umano possiede al suo interno naturali meccanismi di disintossicazione – fegato, reni, intestino, pelle – tuttavia, occorre  aiutarlo tramite la pratica di uno stile di vita sano.

Ecco cosa dovresti fare:

  • Consumare una dieta ricca di fibre, frutta e verdure fresche;

  • Bere almeno 2 litri di acqua al giorno (con acqua filtrata!);

  • Praticare attività fisica regolare per stimolare la sudorazione e la circolazione;

  • Assumere integratori alimentari atti a favorire la disintossicazione del corpo, come la zeolite, e l’alga spirulina.

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Nata e cresciuta a Rosignano Solvay , appassionata da sempre per tutto quello che ruota intorno al benessere della persona.Biologa, diplomata all'I.T.I.S Mattei