Bere poco può aumentare il rischio di depressione del 30%. Ecco cosa dicono gli studi.

bere poca acqua

Negli ultimi anni, alcuni studi stanno collegando la carenza di acqua ed elettroliti nel corpo ai sintomi della depressione. Sì, proprio così, qualcosa di apparentemente banale come non bere abbastanza, può influire sulla nostra salute mentale più di quanto potessimo pensare

Gli studi che mettono in discussione la visione tradizionale

Nel 2024, una ricerca pubblicata sulla rivista Epidemiology and Health ha analizzato oltre 112.000 adolescenti coreani e i risultati sono stati sconcertanti: chi beveva meno di un bicchiere d’acqua al giorno aveva un rischio di depressione più alto del 30%, un aumento del 39% dell’ideazione suicidaria, del 46% nella pianificazione del suicidio e del 38% nei tentativi di suicidio.

E non serve arrivare a livelli estremi di disidratazione per osservare gli effetti: anche chi beveva solo 1–2 bicchieri al giorno mostrava un rischio maggiore di depressione (+5%) e pensieri suicidari (+8%).

Un altro studio, pubblicato nel 2025 sul Journal of Applied Physiology, ha aggiunto un tassello decisivo: le persone che assumevano meno di 1,5 litri d’acqua al giorno mostravano una risposta allo stress molto più intensa. I livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, erano superiori del 50% rispetto a chi si idratava in modo adeguato.

E cosa comporta un eccesso di cortisolo? Un rischio maggiore di malattie cardiache, diabete, insonnia e, naturalmente, depressione.

Insomma, non è solo questione di sete. È anche una questione di equilibrio chimico, fisiologico e persino emotivo.

Perché la disidratazione può imitare la depressione

Molti disturbi mentali hanno radici fisiche, e la disidratazione è uno dei fattori più sottovalutati. Tutti i nostri fluidi corporei — sangue, lacrime, sudore, urina — sono salini, cioè contengono al loro interno elettroliti come sodio, potassio, magnesio e calcio.

Quando perdiamo liquidi (per il caldo, l’attività fisica, lo stress o semplicemente perché beviamo poco), perdiamo anche questi preziosi minerali.

Il sodio, in particolare, svolge un ruolo fondamentale nella trasmissione nervosa e nell’equilibrio mentale. Quando i suoi livelli si abbassano, si parla di iponatriemia, una condizione che può causare sintomi identici a quelli della depressione, con sintomi, come stanchezza, confusione, irritabilità, ansia, e un forte senso di vuoto.

Non sorprende che, in passato, molti casi di iponatriemia siano stati erroneamente diagnosticati come disturbi bipolari o depressione cronica.

Secondo gli studiosi, la disidratazione stimola il rilascio di vasopressina, un ormone che agisce sul cervello attivando la risposta allo stress. Questo meccanismo amplifica ulteriormente il rilascio di cortisolo, creando un effetto domino che può peggiorare l’umore e aumentare il rischio di depressione.

Idratazione e disintossicazione: un binomio inseparabile

Bere poco non influisce solo sull’umore, ma compromette anche la capacità del corpo di liberarsi dalle tossine. Organi come fegato, reni e sistema linfatico hanno bisogno di acqua ed elettroliti per funzionare correttamente.

Quando mancano questi elementi, il corpo accumula scorie e metalli pesanti — mercurio, piombo, pesticidi, microplastiche — che appesantiscono il sistema nervoso e peggiorano la chiarezza mentale.

In pratica, un corpo disidratato è come una città in cui i netturbini sono in sciopero: le tossine si accumulano e tutto rallenta.

Chi è più a rischio di disidratazione e carenza di elettroliti?

Ecco le categorie più vulnerabili:

Donne nel post-partum: durante il parto si perdono fino a 2 chili di liquidi, e l’allattamento richiede ancora più idratazione. Quella che spesso viene chiamata “depressione post-partum” potrebbe, in molti casi, essere aggravata da una semplice, ma grave carenza di sodio e acqua.

Atleti di resistenza: chi pratica sport intensi, come maratone o triathlon, può perdere fino a 2 litri di sudore all’ora e decine di grammi di sodio. Le “crisi di malinconia post-gara”, tanto comuni, potrebbero derivare non solo dalla stanchezza emotiva, ma da una vera perdita di elettroliti.

Persone stressate cronicamente: lo stress continuo aumenta la perdita di liquidi e, al tempo stesso, la produzione di cortisolo. È un circolo vizioso: più siamo stressati, più ci disidratiamo; più ci disidratiamo, più diventiamo vulnerabili allo stress e alla depressione.

Ecco i segnali che il corpo ti invia quando mancano gli elettroliti

Non serve essere medici per accorgersene. Il corpo parla, basta saperlo ascoltare. Ecco alcuni campanelli d’allarme tipici di una carenza di elettroliti o di un accumulo di tossine:

  • Vertigini o sensazione di testa leggera

  • Tachicardia quando ci si alza (POTS)

  • Formicolii o intorpidimento

  • Ronzio alle orecchie

  • Pelle secca e capelli che cadono

  • Sete costante

  • Nebbia mentale, ansia o umore costantemente depresso

Se ti riconosci in molti di questi sintomi, potresti non avere solo “una giornata nera”, ma un corpo che chiede idratazione e minerali.

Come posso ripristinare l’equilibrio idrico ed elettrolitico

Ristabilire un buon equilibrio è più semplice di quanto sembri, ma serve costanza.

1. Bevi acqua di qualità

Le donne dovrebbero bere circa 2 litri al giorno, gli uomini 2,5 litri. Meglio se filtrata, per evitare cloro, fluoro e contaminanti che appesantiscono l’organismo.

2. Reintegra gli elettroliti.

L’acqua da sola non basta: serve anche il giusto mix di sodio, potassio, magnesio e calcio. Evita le bevande sportive industriali piene di zucchero in quanto aumentano il carico tossico invece di ridurlo.

3. Scegli fonti naturali

  • Acqua di cocco

  • Succhi crudi di frutta e verdura fatti sul momento con l’estrattore o la centrifuga
  • Brodo di ossa

  • Un pizzico di sale marino integrale o sale rosa dell’Himalaya nell’acqua

4. Aiuta il corpo a disintossicarsi

  • Mangia verdure crocifere (broccoli, cavolfiori, cavoli)

  • Consuma frutta, e frutta secca
  • Aumenta le fibre per favorire l’eliminazione delle tossine

  • Suda regolarmente, con esercizio o sauna

L’acqua come medicina quotidiana

Non si può disintossicare un corpo disidratato, e non si può mantenere una mente sana in un corpo tossico. Bere troppo poco può aumentare il rischio di depressione fino al 30% e la risposta allo stress del 50%.

Forse, prima di pensare agli antidepressivi, dovremmo chiederci: “Sto bevendo abbastanza acqua?” A volte, il primo passo verso il benessere non è una pillola, ma un bicchiere d’acqua e una manciata di minerali.

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Nata e cresciuta a Rosignano Solvay , appassionata da sempre per tutto quello che ruota intorno al benessere della persona.Biologa, diplomata all'I.T.I.S Mattei