Tre storie vere di chi ha detto no al cancro

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Cosa faresti se ti dicessero che hai solo una piccola possibilità di farcela? Che la tua malattia è avanzata, e la statistica non è dalla tua parte? Per molti, la risposta sarebbe paura, sconforto, forse anche rassegnazione. Ma ci sono persone che, proprio in quel momento buio, hanno deciso di accendere una luce. Questa è la storia di tre di loro: Eric, Brie e Tiffany. Tre guerrieri, tre viaggi diversi, un filo comune: la volontà di riprendersi la vita in mano.

Eric: dal volo all’impatto a terra… e ritorno

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Eric Ying era un pilota d’aereo, abituato a stare ad alta quota, sia nella carriera che nella vita. Tutto cambia in un giorno d’ottobre del 2016, quando riceve una diagnosi che lo catapulta in una nuova realtà: melanoma maligno in stadio 3B, con metastasi ai linfonodi. Gli danno il 40% di possibilità di sopravvivere. Eric inizia a informarsi. Scopre che la terapia proposta, l’alfa interferone, non migliora realmente le chance di sopravvivenza, ma può al massimo prolungare leggermente la vita. Per lui non basta.

“Era come se il piano fosse semplicemente rimandare la morte. Non potevo accettarlo,” racconta. Così, inizia a cercare alternative.

La sua ricerca lo porta a scoprire la terapia Gerson, un approccio naturale basato su una dieta vegana, disintossicazione e spremute di frutta e verdura. Eric si butta a capofitto: 13 succhi al giorno, rigore assoluto, disciplina. E anche fede. Dopo mesi di sacrifici e determinazione, arriva la notizia che cambia tutto: nessuna evidenza di tumore.

Per Eric, il cancro è stato paradossalmente un dono: “Ho imparato più in due anni di malattia che in tutta la mia vita. Su me stesso, sugli altri, sulla gratitudine.”

Brie: quando il potere torna nelle tue mani

Brie Stillwell ha ricevuto la prima diagnosi di cancro al seno nel 2013. Era al primo stadio. Sette anni dopo, nel 2020, le viene diagnosticato un cancro metastatico al seno allo stadio 4. Una notizia devastante, che la lascia scossa.. ma non vinta.

Durante una visita, il suo oncologo le dice che non crede nel dare ai pazienti il senso di controllo. Secondo lui, scegliere consapevolmente come affrontare la malattia genera solo ulteriore stress. Brie, però, non ci sta.

Decide allora di cercare un approccio integrato. Affianca un oncologo olistico al suo team medico e inizia una trasformazione radicale: elimina la carne, passa a una dieta 100% vegetale, elimina zuccheri, alcol e cibi raffinati. Aggiunge supplementi nutraceutici, intensifica l’attività fisica, pratica meditazione e, forse più di tutto, lavora sulla gestione dello stress.

“Non solo ho ridotto gli effetti collaterali delle terapie tradizionali, ma ho anche potenziato l’efficacia delle cure,” racconta oggi. Per lei, la guarigione è passata dalla testa al corpo, in un viaggio di rinascita consapevole.

Tiffany: la potenza della convinzione

Tiffany è una mamma, una moglie e una donna piena di energia. Quando scopre di avere un cancro al seno triplo negativo al quarto stadio, la realtà la colpisce come un treno. È una forma aggressiva, difficile da trattare. Ma Tiffany non si arrende.

Inizia a documentarsi, cambia radicalmente la sua alimentazione: via lo zucchero, via gli alimenti trasformati, spazio a succhi freschi, verdure, vitamine, erbe. Beve così tanto succo di mela e carota da scherzare: “Credo di essere diventata arancione!”

Oltre alla dieta, si concentra sul benessere mentale e spirituale. Rafforza la sua mente, coltiva la convinzione che ce la farà. E dopo sei mesi, arriva una notizia incredibile: nessuna traccia di malattia.

“Forse non saprò mai cosa ha funzionato esattamente: la dieta, gli integratori, la mia fede. Ma so che tutto insieme ha fatto la differenza,” dice. Oggi Tiffany è a pochi mesi dal traguardo dei cinque anni.

Che cosa ci insegnano queste storie?

Eric, Brie e Tiffany hanno preso in mano le redini della propria salute. Hanno rifiutato la passività, hanno studiato, sperimentato, lottato. Hanno deciso di non essere solo pazienti, ma protagonisti.

E no, non è stato semplice. Cambiare stile di vita radicalmente, sostenere critiche, resistere al dolore e alla paura richiede coraggio. Ma loro hanno scelto di provarci. E questo ha fatto la differenza.

Il messaggio che arriva forte e chiaro

C’è una lezione potente in tutto questo: non possiamo sempre controllare cosa ci accade, ma possiamo sempre scegliere come reagiamo. Che sia attraverso una dieta, una meditazione, una scelta terapeutica diversa, o solo un pensiero più positivo.

Prendere il controllo non significa curarsi da soli, ma significa partecipare attivamente. Informarsi, porre domande, esplorare opzioni, ascoltare il proprio corpo. Significa diventare parte del proprio percorso di guarigione.

Nata e cresciuta a Rosignano Solvay , appassionata da sempre per tutto quello che ruota intorno al benessere della persona. Biologa, diplomata all'I.T.I.S Mattei