Lo studio: cosa succede ai vasi sanguigni quando dormiamo poco?

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In un mondo che corre veloce, molte persone sacrificano il sonno per riuscire a fare tutto. Lavoro, famiglia, impegni personali: spesso le giornate non sembrano bastare. Così, si finisce per posticipare l’ora di andare a letto. Eppure, dormire meno delle 7-8 ore raccomandate ogni notte non è solo una cattiva abitudine: può diventare un serio problema per la salute, in particolare per quella del cuore.

Un recente studio della Columbia University ha portato alla luce un legame diretto e preoccupante tra la deprivazione cronica del sonno e il danneggiamento delle cellule vascolari. Non stiamo parlando di chi salta una notte ogni tanto, ma di chi riduce abitualmente il sonno anche solo di un’ora e mezza ogni notte. Una situazione, purtroppo, molto comune a molte persone.

Lo studio: cosa succede ai vasi sanguigni quando dormiamo poco?

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Le cellule vascolari “annegano” negli ossidanti

Il team della Columbia ha analizzato cosa succede all’interno del nostro corpo quando il sonno diventa cronicamente insufficiente. Le protagoniste di questo studio sono state 35 donne sane, abituate a dormire tra le sette e le otto ore a notte. Per sei settimane hanno mantenuto questa routine. Poi, per altre sei settimane, sono andate a letto 90 minuti più tardi del solito, pur continuando ad alzarsi alla stessa ora.

I risultati sono stati impressionanti: le cellule che rivestono i vasi sanguigni – chiamate cellule endoteliali – nelle donne che avevano dormito meno, erano inondate da molecole ossidanti dannose. In pratica, è come se queste cellule stessero annegando in una sorta di “ruggine biologica”, senza riuscire ad attivare i propri meccanismi di difesa, come normalmente farebbero.

Quando le cellule si infiammano, il cuore si indebolisce

L’effetto più pericoloso di questo stress ossidativo è l’infiammazione cellulare. Le cellule infiammate smettono di funzionare correttamente, e questo è considerato un passo iniziale cruciale nello sviluppo delle malattie cardiovascolari. In altre parole, la mancanza cronica di sonno apre la porta a patologie del cuore che possono manifestarsi anche dopo anni.

Cosa rende questo studio diverso dagli altri?

Finalmente una prova causale, non solo un’associazione

Fino ad ora, i legami tra sonno e salute cardiovascolare erano basati su studi epidemiologici: osservazioni fatte su grandi numeri di persone, che però non potevano dimostrare una relazione di causa-effetto certa. Lo studio della Columbia, invece, è un trial clinico controllato, che ha osservato direttamente gli effetti del sonno breve sul corpo.

Questo lo rende molto più solido dal punto di vista scientifico: ora non si parla più solo di “possibilità”, ma di “conseguenze misurabili”.

Perché è importante per tutti noi?

Una sveglia per la nostra routine quotidiana

Molti pensano che basti “recuperare” il sonno durante il weekend, ma la ricerca mostra che la privazione anche lieve e cronica può avere un impatto già dopo poche settimane. Dormire poco ogni giorno, anche solo per 90 minuti in meno, non è privo di rischi, anzi..

Spesso sottovalutiamo il valore del sonno perché gli effetti negativi non sono immediati. Ma il danno si accumula, e quando si manifesta, può tradursi in pressione alta, arterie indurite, infarti e/o ictus.

Riflettiamo insieme: cosa ci insegna davvero questo studio?

Il sonno non è un lusso, è una necessità biologica

Troppo spesso il sonno è visto come tempo sprecato o come una variabile flessibile nella nostra agenda. Questo studio ci costringe a cambiare questa mentalità. Dormire è uno dei pilastri della salute, al pari della dieta o dell’attività fisica. Ma mentre è ormai comune parlare di alimentazione sana o di palestra, ancora pochi prendono sul serio l’igiene del sonno.

Un consiglio semplice, ma potente

Il messaggio della dottoressa Jelic, responsabile dello studio, è chiaro e diretto: “Vai a dormire e basta”. Aggiungere 90 minuti al proprio sonno potrebbe non sembrare molto, ma può fare la differenza tra un cuore sano e uno in difficoltà.

Quali sono i prossimi passi?

I ricercatori vogliono indagare anche l’irregolarità degli orari

Il team della Columbia sta già progettando uno studio per capire se anche la variabilità dell’orario in cui andiamo a dormire (cioè, andare a letto a orari molto diversi ogni giorno) possa causare lo stesso danno alle cellule vascolari. Questo potrebbe aprire nuovi scenari, soprattutto per chi ha turni di lavoro irregolari o abitudini molto flessibili.

Conclusioni

Dormire poco è diventato quasi la normalità, tuttavia questa ricerca ci dimostra che il prezzo da pagare è alto, anche se invisibile. Il nostro cuore, le nostre arterie, la nostra salute a lungo termine dipendono da quella scelta che facciamo ogni sera: spegnere tutto e andare a dormire.

Se c’è una cosa che possiamo fare oggi per la nostra salute è quella senza nessun dubbio di dormire almeno 7-8 ore ogni giorno.

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Nata e cresciuta a Rosignano Solvay , appassionata da sempre per tutto quello che ruota intorno al benessere della persona. Biologa, diplomata all'I.T.I.S Mattei