La felicità duratura: Il segreto è nell’abbondanza interiore

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Smartphone, connessioni veloci, viaggi, cibo a portata di clic, intrattenimento infinito. Mai nella storia l’umanità hai avuto così tanto a disposizione. Eppure, nonostante tutto questo, c’è qualcosa che spesso manca: un senso di pienezza dentro di noi.

E allora, la domanda sorge spontanea: come mai abbiamo tutto, ma spesso ci sentiamo vuoti?

L’illusione dell’abbondanza esterna

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Quante volte ci siamo detti: “Quando avrò quella casa, quella macchina, quel lavoro… allora sì che sarò felice”? È un pensiero comune, quasi universale. Eppure, la realtà ci dimostra spesso l’opposto: raggiungiamo un obiettivo, proviamo un attimo di euforia, ma poi… il vuoto torna, e ci concentriamo su un altro obbiettivo, e così entriamo in un loop cronico caratterizzato da:  insoddisfazione – raggiungimento dello scopo – piccola scarica di euforia – ritorno all’insoddisfazione

Come se qualcosa dentro di noi dicesse: “Ok, è stato bello, ma… e adesso?”

È proprio qui che nasce una delle più grandi illusioni del nostro tempo: pensare che l’abbondanza esterna possa riempire un vuoto interno.

Un esempio semplice, ma potente

Immagina di avere sete. Una sete profonda. E invece di bere acqua, provi a colmare quella sete ascoltando musica, facendo shopping, guardando serie TV. Magari ti distrai, magari ti diverti… ma la sete rimane. Perché quello che ti manca è dentro di te, non fuori.

Lo stesso accade con il senso di vuoto interiore. Non puoi riempirlo con cose esteriori, perché nasce da un bisogno più profondo: quello di sentirti bene con te stesso, di avere un significato, una direzione, una stabilità interiore.

La vera ricchezza è la pace interiore

Non fraintendiamoci: non c’è nulla di sbagliato nel desiderare una bella casa, una vacanza da sogno o una macchina sportiva. Anzi, godersi i piaceri della vita è bellissimo. Ma il punto è un altro: non possiamo basare la nostra felicità su queste cose.

Perché?

Perché non sempre sono sotto il nostro controllo. Le circostanze cambiano, la vita è imprevedibile. Oggi hai tutto, domani magari niente. Se la tua serenità dipende da qualcosa di instabile, anche tu sarai instabile.

Invece, se costruisci una base solida dentro di te, allora potrai affrontare la vita con più forza, lucidità e gioia. Sarai come una casa con fondamenta solide: potrà arrivare la tempesta, ma non crollerai.

Imparare a svegliarti già “sazio”

C’è qualcosa di profondamente liberatorio nel non dover cercare costantemente qualcosa per sentirsi completi. Pensaci: come sarebbe iniziare ogni giornata con la sensazione di essere già pienamente “sazi”? Non nel senso fisico, ma emotivo, spirituale, esistenziale.

Significherebbe alzarsi al mattino e pensare: “Sono grato per ciò che ho, e anche se oggi sarà dura, so che dentro di me c’è forza, c’è valore, c’è vita.”

Questa è una forma di abbondanza che non dipende dal conto in banca, dalle notifiche sul telefono o dai “mi piace” su Instagram.

Due strade per arrivare a questa consapevolezza

Ecco un altro punto interessante: non tutti arrivano a questa realizzazione allo stesso modo.

1. La via dell’esperienza

Per molti, è necessario “passare per il mondo” prima di capire che il mondo esterno non basta. Hanno bisogno di realizzare sogni, accumulare successi, toccare con mano tutto ciò che avevano sempre desiderato. Ma poi, qualcosa dentro si spegne.

Magari è stato un momento bellissimo, magari hanno provato euforia, gioia, perfino orgoglio. Ma è durato poco. E dopo? Dopo rimane un silenzio. Un vuoto che chiede di essere ascoltato.

E lì, spesso, nasce la vera domanda: “Tutto qui?”.

È da quel punto che molti iniziano a guardarsi dentro. A cercare un altro tipo di abbondanza: quella che non si compra, ma si coltiva. È qui che capiscono davvero cosa sia l’abbondanza interiore.

2. La via dell’osservazione

Altri invece – forse più rari – riescono a comprendere tutto questo senza dover passare attraverso l’eccesso. Sono quelli che osservano, che ascoltano, che leggono, che riflettono. Capiscono per esperienza indiretta.

Magari vedono un amico ottenere tutto ciò che voleva e poi cadere in depressione. Magari leggono una biografia, un libro di crescita personale, una poesia che gli apre gli occhi.

E allora scelgono un’altra strada, già da subito. Scelgono di costruire prima dentro, e poi godere fuori.

Non è una rinuncia. È una liberazione

Parlare di abbondanza interiore non significa rinunciare ai piaceri della vita. Non significa dire “non devi andare in spiaggia”, “non devi saltare col paracadute”, “non devi comprare una macchina nuova”.

Assolutamente no!

Significa piuttosto: non legare il tuo senso di felicità a queste cose. Usale, goditele, ma non diventarne dipendente. Sii felice anche senza, non solo se.

È un po’ come mangiare il dolce a fine pasto: è un piacere, ma non è il pasto principale. Se hai già mangiato bene, il dolce lo assapori meglio. Ma se hai fame, il dolce da solo non ti sazia.

Investi in te stesso: è l’unica cosa che non ti toglie nessuno

Quello che davvero fa la differenza è quanto hai investito dentro di te: nel conoscerti, nel rispettarti, nel curare la tua mente, il tuo corpo, le tue relazioni, la tua spiritualità.

Una persona stabile, che sa chi è e cosa vuole, non viene scossa facilmente. È come un albero con radici profonde: può ondeggiare, ma non si spezza.

Ti sei mai chiesto cosa ti dà stabilità nella vita? Cosa ti tiene in piedi quando tutto sembra crollare? Per qualcuno è la fede, per altri la famiglia, per altri ancora l’amore per sé stessi o una passione profonda.

Scoprire e rafforzare quella base è il primo passo verso una vera abbondanza. Quella che non svanisce con il tempo o con le circostanze.

Una nuova prospettiva per vivere meglio

Alla fine, tutto si riduce a una semplice ma potente verità: la qualità della tua vita dipende da come la guardi, non solo da cosa hai.

È una questione di prospettiva.

Cambiare il modo in cui guardiamo le cose cambia le cose che guardiamo.

Quindi, se vuoi davvero vivere una vita abbondante, inizia a costruire dentro. Inizia a svegliarti con gratitudine, a sorridere senza motivo, a trovare gioia nelle piccole cose. Non aspettare che il mondo ti dia qualcosa per sentirti bene.

Considerazioni finali

Alla fine dei conti, l’abbondanza interiore è libertà. Libertà di non dipendere da nulla per sentirsi felici. Libertà di scegliere come reagire, come affrontare le sfide, come costruire il proprio mondo.

E la cosa più bella è che questa abbondanza è disponibile per tutti. Non costa nulla, non ha bisogno di permessi, non è influenzata dall’economia o dalla politica. È lì, dentro di te, che aspetta solo di essere riconosciuta.

Un invito sincero

Se c’è una cosa che puoi portare via da tutto questo è questa: inizia a coltivare te stesso come coltiveresti un giardino. Giorno dopo giorno, un po’ alla volta. Ci saranno giornate di pioggia e giornate di sole, ma se curi quel giardino con amore, presto darà i suoi frutti.

E allora sì, anche il mondo fuori sembrerà più bello. Ma non perché è cambiato lui… ma perchè sei cambiato tu.

RIFERIMENTI

Un’analisi che sottolinea come la felicità a lungo termine sia più radicata in fattori psicologici interni piuttosto che in circostanze esterne, enfatizzando l’importanza delle relazioni interpersonali e della crescita personale. https://kashmirreader.com/2024/09/24/the-psychology-of-happiness-what-truly-makes-us-happy/?utm_source=

Una ricerca della Stanford Graduate School of Business ha dimostrato che, sebbene l’aumento del reddito possa incrementare la felicità, il significato e lo scopo nella vita giocano un ruolo cruciale nel benessere generale. https://www.gsb.stanford.edu/insights/global-look-connections-between-happiness-income-meaning?utm_source=

Nata e cresciuta a Rosignano Solvay , appassionata da sempre per tutto quello che ruota intorno al benessere della persona. Biologa, diplomata all'I.T.I.S Mattei